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Catania

Cattedrale di Sant'Agata

Navata centrale

Devoti durante la festa della Santa

Sant'Agata

Il tempio è stato diverse volte distrutto e riedificato a seguito dei vari terremoti ed eruzioni vulcaniche susseguite nel tempo. La prima edificazione risale al 1091, realizzata sulle rovine delle Terme Achilleane. Una prima distruzione avvenne nel 1196 a causa di un terremoto, per poi ricevere notevoli danni a causa di un incendio nel 1194 e, infine, nel 1693, il terremoto che colpì la Val di Noto la distrusse quasi completamente.
Girolamo Palazzotto e Gian Battista Vaccarini sono gli architetti che si occuparono della costruzione del tempio.
Dodici sono le colonne che ne costituiscono la facciata principale, divise in tre ordini: quattro di esse, quelle che ne costituiscono il primo ordine, sono di granito, probabilmente provenienti dal Teatro Romano.
Ogni ordine viene dolcemente adornato da statue marmoree di Sant’Agata, Sant’Euplio e San Berillo.
Il maestoso interno a croce latina è ripartito in tre navate. Di particolare interesse è la navata di destra, in cui si trova la tomba del musicista catanese Vincenzo Bellini. Sempre in questa navata, protetta da una cancellata in ferro battuto, vi è la maestosa cappella dedicata a sant’Agata. Camera che per i catanesi è “a cammaredda”, dentro cui vengono custoditi il busto reliquiario della santa e lo scrigno con le sue reliquie.
Nonostante tutto, citando la scritta sulla porta Ferdinandea “Melior de cinere surgo” (rinasco dalle mie ceneri ancor più bella), la Cattedrale di Catania conserva ancora al suo interno dei resti normanni nel corpo dell’alto transetto e alcune rovine delle vecchie Terme, adornate da una struttura prettamente barocca, proprio come la città su cui è costruita.


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