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Messina

Parco regionale dei Nebrodi

Lago Trearie

Cinghiale nero

Uno scorcio del parco

Fauna

Il monti Nebrodi, assieme alle Madonie ad ovest e ai Peloritadi ad est, costituiscono l’appennino siculo. È un parco regionale di circa 88.887 ettari, e comprende ben 25 province tra l’area di Catania, Enna e Messina.
Gli elementi principali che più ne caratterizzano il paesaggio naturale sono l’asimmetria dei vari versanti che si alterna con la dolcezza dei rilievi dovuta alla presenza di estesi banchi di rocce argillose ed arenarie, la ricchissima vegetazione e gli ambienti umidi.
La sua quota massima è raggiunta da Monte Soro (1847 s.l.m.). Tra boschi sempreverdi, boschi caducifogli, cerri, biancospini, rose canine, cerri, faggeti e meli selvatici e l’endemica Genista Aristata, vive indisturbata la fauna caratterizzata da mammiferi, rettili e anfibi. Tra i mammiferi si segnala la presenza del cinghiale nero dei nebrodi, della volpe, dell’istrice, della donnola, della lepre e del ghiro.
La millenaria civiltà dei contadini e dei pastori dei Nebrodi si riflette in numerose produzioni artigianali. Dai ricami di tovaglie e lenzuola eseguiti a mano, ceste e panieri di giungo o canna e oggetti di uso agricolo in legno. I prodotti alimentari trovano la loro massima produzione in saporite conserve di pomodori, produzioni di olio d’oliva, pasta reale, miele, nocciole e gustosissimi formaggi.
In quanto ambienti di elevata naturalità, i Nebrodi custodiscono nel proprio territorio i segni dell’azione millenaria dell’uomo collocandosi incessantemente tra natura e civiltà.


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