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Curiosità dalla Sicilia

Arancino siciliano

Le origini dell'arancino sono molto discusse. Essendo un prodotto popolare risulta difficile trovare un riferimento di qualche tipo su fonti storiche che possano chiarire con esattezza quali le origini e quali i processi che hanno portato al prodotto odierno con tutte le sue varianti. Tendenzialmente, poiché nelle ricette tradizionali è presente come costante l'uso dello zafferano, diversi autori ne hanno supposta una origine alto-medioevale, in particolare legato al periodo della dominazione musulmana, epoca in cui sarebbe stato introdotto nell'isola l'usanza di consumare riso e zafferano condito con erbe e carne. L'invenzione della panatura nella tradizione a sua volta viene spesso fatta risalire alla corte di Federico II, quando si cercava un modo per recare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. La panatura croccante, infatti, assicurava un'ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità. Può darsi quindi che, inizialmente, l'arancino si sia caratterizzato come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna.Ingredienti


600 g di riso
300 g di carne tritata
100 g di pisellini 
100 g di primosale
Una tazza di salsa di pomodoro
100 g di caciocavallo grattugiato
3 uova
200 g di farina
300 g di pangrattato
1 bustina di zafferano
Olio, sale e pepe

Descrizione

Lessate il riso in acqua salata, aggiungendo una bustina di zafferano, scolatelo al dente e conditelo con caciocavallo grattugiato e due cucchiai di olio; lasciatelo raffreddare. In un tegame fate rosolare la carne tritata, aggiungete i pisellini sbollentati e la salsa di pomodoro. Regolate il sale, aggiungete pepe abbondante e lasciate raffreddare. Prendete il riso e fate tante palle, grandi quanto una arancia e cercate di farvi un incavo abbastanza grande da mettervi un cucchiaio di carne con i piselli e pezzetti di primosale. Chiudete con un po’ di riso modellando con le mani l’arancina. Passate nella farina, nell’uovo battuto condito con sale e infine nel pangrattato. Friggete in un tegame pieno di olio bollente e servite calde.

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